CAMPIONI!!

Alla ricerca delle Paparèle perdute

Parlando di ricchezze gastronomiche di Verona non si può non ricordare un prodotto alimentare che con orgoglio entra  a far parte della cucina veronese. I Bisi. I Piselli.

Siccome quasi tutti gli alimenti hanno la propria festa, o sagra, o fiera nel veronese, anche i bisi vengono celebrati nel mese di maggio a Colognola ai Colli.

“Paparele coi bisi”, “tajadele coi bisi” o “risi e bisi” tutti questi piatti sono radicati nell’elenco della cucina veronese e, vista l’importanza di essa nella mia vita, ho deciso di andare a visitare la Sagra dei Bisi e assaggiare questa delizia direttamente da chi dei bisi e paparèle ne sa molto più degli altri.

Troviamo il sito della Pro Loco in Internet e ci andiamo con tutta la famiglia nel giorno della Sagra verso Colognola. Ma decidiamo di cominciare dal percorso “enogastronomico” che è stato inserito nel sito della Sagra proprio come parte importante della festa. Comincia a Soave, altro luogo celeberrimo e glorioso della storia veronese con lo splendido castello di Soave, meravigliosi vigneti e famose cantine che ci regalano un vino conosciuto in tutto il mondo.

Di percorso enogastronomico c’è stato ben poco, ma poi tutto è cambiato quando finalmente siamo arrivati al capannone della Sagra.

Ci mettiamo in fila per le “paparèle e bisi”. Che succede? Non ci sono… ma come? Troviamo la scritta: “Lasagne e bisi” O mio Dio! E qua comincia lo spettacolo… Ognuno di noi in fila, tra italiani e non, ha le conoscenze di cosa vogliono dire “lasagne” e siamo in attesa di capire cosa c’entrano le lasagne con quello che ci aspettavamo di mangiare, cioè le paparèle. Sento la gente che ordina le “pappardelle”, le “tagliatelle” ma nessuno chiede le “lasagne”. Arrivo io e chiedo: “Paparèle”. “Lasagne?”. “No. Paparèle”. “Allora lasagne”. Il grado di ansia è ormai fuori ogni limite… “No. Vorrei le paparèle”. “Qui ci sono solo lasagne” continua… Sento che non reggo più nulla e mi rassegno alle lasagne. Arrivano i piatti… Le Fettuccine.

Mi siedo e cominciamo a mangiare. Beh… Uno spettacolo! Grazie a Dio e a questi cuochi. Buonissimo. E sono rimasto soddisfatto dalla forma della pasta. Era proprio quello che cercavo di confermare a me stesso mentre cercavo le “paparèle perdute” veronesi. Le paparèle non sono né tagliatelle, né ancora meno pappardelle. Di larghezza assomigliano alle fettuccine, ma proprio a Colognola ai Colli le chiamano lasagne (neanche lasagnette). Una cosa affascinante. Per me lo è. Tanti autori, “esperti” di pasta fresca continuano a elencarci le forme “giuste” di pasta.

Ero felice. Ho trovato le paparèle e il piatto stupendo veronese “paparèle e bisi”. Voglio conoscere il cuoco. Sono fortunato. Mi si presenta Alfonso Avogaro. Gli faccio i complimenti e prendiamo un appuntamento per approfondire il discorso culinario. Una settimana dopo ci troviamo da Mauro Franchi, produttore di bisi e proprietario dell’agriturismo “Al Bosco”. Una splendida persona. Facciamo subito amicizia e ci capiamo al volo. Mi mostra la sua azienda famigliare con vigneto di Garganega, allevamento suino, orto, campo destinato ai piselli. ecc. Parliamo tanto di turismo enogastronomico che sarebbe bello organizzare insieme. Mauro Franchi, di sicuro uno con cui continuerò a collaborare. 

Con Alfonso Avogaro abbiamo finalmente chiarito da dove vengono le paparèle e come sono fatte. Semplice. Una sfoglia – “paparela” -che si taglia in sottili paparèle. Si fa in tutta Italia e altrove (anche in Russia, e si chiama “lapsha”), ma attenzione… qui, in Italia, sappiamo bene l’importanza della forma della pasta.

Evviva la Paparela e il Biso!

Il Pisello Verdone Nano: https://www.ruslanfood.com/verdone-nano-ru/

Ricette: https://www.ruslanfood.com/paparele-coi-bisi-ricetta-di-girogio-gioco/