La Sorrentina

La Sorrentina

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Molto spesso vi parlo di un’Isola a Verona. Un’Isola dove si può trovare la cucina veronese d’eccellenza, il piatto più importante, cioè il risotto. Tra poco lì (e non solo) troveremo anche la famosa «pearà» che accompagna i gustosissimi bolliti, ma, come giustamente notava il grande Giorgio Gioco, è la tradizione del risotto che la fa da padrona a Verona.

Vorrei invece parlare di un’altra “isola”. Si trova in Valpolicella, a Pescantina, vicino all’uscita della superstrada di Balconi, ‘La Sorrentina’, cioè un’isola napoletana a Verona. Non sarò di certo originale nel dire che la pizza migliore la fanno i Napoletani, ma continuerò a ripetere che la cucina, comunque, fa parte della nostra identità, ci rappresenta, è nel sangue, perciò anche se la pizza, la pasta al pomodoro ecc. ormai vengono fatte in tutto il mondo da cuochi che non sono neanche lontanamente di origine napoletana, nessuno mi potrà convincere che la pizza napoletana non sia la migliore al mondo. Non basta la tecnica di preparazione di un piatto. Fanno ridere quei super cuochi, circondati da fotografi con mega attrezzature, che ti presentano piatti con delle decorazioni incredibili (e non si capisce, però, cosa cavolo ci sia dentro) e cominciano a raccontarti delle frottole su come hanno fatto questo o quello, in modo originale, con ingredienti messi insieme, spesso con arroganza, ma basta per incuriosirti, farti scioccare, oddio, e pensi che questo te lo devi proprio assaggiare…

Ma appena gli chiedi qualche informazione su un piatto semplice, tradizionale, ecco che casca il palco… E non chiedetegli del risotto veronese, perché vi porterà la solita pappa a cerchio con un mix di robe sopra che dovete sforzarvi a riconoscere…

Vorrei mangiare luogo, territorio, nutrirmi delle persone che vi abitano. Conoscere il diverso, attraverso la sua storia, la sua cultura e il suo cibo.

In Austria avrei voluto mangiare crauti e salsiccia, canederli e strudel, ascoltare la fisarmonica e bere dell’ottima birra. E invece, ci facevano mangiare spaghetti…e li cucinava proprio lì davanti a noi, per farci notare la “bravura” e il “tutto naturale”, il proprietario del ristorante, che tra l’altro non sapeva una parola d’italiano… Che tristezza… Allora vado in Val Badia, a Corvara, a San Cassiano. Dai Ladini potrò assaporare pienamente le tradizioni sudtirolesi.

Ecco perché vi racconto de ‘La Sorrentina’. Pasquale, il proprietario, è una persona gentile e di grande esperienza.https://www.facebook.com/pasquale.attanasio.33 A Verona c’è da una vita e di sicuro vi prepara un piatto veneto a regola d’arte. Ma quello che io finalmente posso trovare nel suo ristorante, è il sapore unico, diverso di quella ‘napoletanità’ presunta che spunta da tutte le parti e in varie lingue. C’è da spaventarsi in certe pizzerie in Italia dove non solo non parlano napoletano, ma neanche italiano…

Beh, un attimo, non sto parlando del fast food: quello non lo considero neanche come una cucina, quello fa vomitare solo a pensarlo…

Insomma, un sapore di cui mi fido. Ho parlato con lui, ho conosciuto la sua visione della cucina, mi ha raccontato di come va preparato questo o quello e mentre parlava, il suo linguaggio scendeva sull’accento napoletano proprio quando toccava l’argomento pizza, pasta, pesce… E allora la mia mente si tranquillizza, si apre, mi fido…

Comincio a mangiare: un piatto di pasta, un piatto di pesce, il babà…

Torno la settimana dopo per confermare il discorso pizza, e non sbaglio. Ottima!

Insomma, se volete trovare una cucina straordinaria, andate lì, a ‘La Sorrentina’. Sarete voi a giudicare la vera ‘napoletanità’ della sua pizza, non sono io a farlo. A me basta sapere che Pasquale e la sua signora sono dei veri professionisti, sono cuochi di esperienza e sono napoletani. Vorrei tanto andare a Napoli, ma proprio tanto, passare lì qualche mese…imparare quella cucina eccezionale; per adesso mi accontento di un amico napoletano che mi fa gustare un po’ della sua terra.

In bocca al lupo ‘La Sorrentina’!

P.S. Continuo a ripetere che, prima di gustare il cibo e capire se ci piace o meno, mangiamo le persone che cucinano, la conoscenza viene prima del giudizio, altrimenti rimane solo un’opinione puramente soggettiva, legata al nostro modo di vedere le cose…

Ecco perché la relazione che stabilisco con quelle realtà di cui dopo vi racconto, è di fondamentale importanza.

Qualche giorno fa ho mangiato in un locale storicissimo – trovato per caso a Pescantina – una cucina tradizionale, gustosissima, con dell’ottimo vino Valpolicella. Beh, non sono riuscito ad avere un contatto, una semplice chiacchierata, un minimo d’informazione. Sono rimasto molto deluso, ma ci tornerò, ci riproverò, perché ne vale la pena. Ma poi chiudo. Non posso nutrirmi lì dove vengo rifiutato a priori. Lo stato d’animo negativo si attacca al piatto che ti viene cucinato…e quindi io non lo mangio…