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Minestrone di marroni

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Altro frutto significativo, caratteristico della Lessinia, è il marrone  (Famiglia: Fagaceae; Genere: Castanea; Specie: sativa Mill), unica DOP nella frutticoltura veneta, la cui zona di produzione si estende nel territorio dei comuni di San Mauro di Saline, Badia Calavena, Tregnago e, parzialmente, in quello di Rovеrè Veronese, Selva di Progno e Mezzane di Sotto. Se nelle zone collinari e montagnose del veronese la pianta c’è da sempre, è solo verso la fine dell’800 che si comincia a distinguere sistematicamente la castagna dal marrone, identificando quest’ultimo per frutti di maggior dimensione e qualità.  Il Marrone, perché questo è il prodotto valorizzato nella Lessinia, è il frutto di una varietà di castagno particolarmente pregiata (Castanea sativa domestica macrocarpa) la cui caratteristica è quella di dare frutti di buona pezzatura. Nella provincia di Verona il marrone di San Zeno di Montagna, che ha ottenuto il riconoscimento di qualità DOP, e quello dell’area di San Mauro di Saline rappresentano un fiore all’occhiello nella produzione di castagne. Dando vita a un suggestivo paesaggio, l’albero del castagno fiorisce in luglio per portare a maturazione i suoi frutti in autunno, periodo nel quale ha luogo la raccolta dei marroni che avviene manualmente.

La denominazione Marrone di San Mauro dei Monti Lessini Veronesi è riferita esclusivamente ai frutti dei castagni della specie Castanea Sativa: si tratta di un biotipo che si è selezionato naturalmente per l’influenza dell’ambiente pedoclimatici della Lessinia Veronese. Le principale manifestazioni organizzate  per valorizzare questo frutto sono la Sagra dei marroni che si tiene a San Mauro di Saline la quarta domenica di ottobre; la Festa delle castagne a Roverè Veronese, in tutte le domeniche di ottobre, con esposizione e vendita al pubblico; la Festa delle castagne a San Zeno di Montagne la quarta domenica di ottobre o la prima domenica di novembre; infine la Festa delle castagne a San Giovanni Ilarione la seconda domenica di ottobre. 

Minestrone di marroni

A San Zeno li chiamano “peladèi”: sono i marroni pelati e cotti in acqua salata con un rametto di salvia, uno dei modi più semplici per assaporare fino in fondo il gusto dolce di questi frutti particolari. I peladèi sono anche gli ingredienti speciali del piatto più tipico della gastronomia baldense, il minestrone coi marroni, una variazione della classica minestra veneta con i fagioli: qui le castagne si uniscono ai legumi, alle patate e alle altre verdure in un connubio robusto ma squisito.

Ingredienti:

  • 200g di marroni lessati (peladèi) o castagne
  • 100g di verza
  • 50g di fagioli borlotti secchi
  • 50g di patate
  • 1 carota
  • 1 gambo di sedano
  • 1 cipolla
  • 1 spicchio d’aglio
  • 4 foglie di salvia
  • rosmarino
  • 2-3 croste di grana padano del Garda
  • sale, pepe
  • olio e.v.o.

Preparazione:

Metti i marroni a bagno in abbondante acqua 24 ore prima di cuocerli. Lava tutte le verdure, tagliale a pezzi e tienile da parte. Pulisci, grattandole con un coltellino, le croste di grana.

Metti in una pentola l’olio d’oliva e fa friggere il rosmarino e l’aglio schiacciato, badando che prenda colore, poi getta sia il rosmarino che l’aglio e aggiungi i fagioli e le verdure, quindi copri d’acqua, insaporisci di sale e fa cuocere dolcemente a pentola scoperta schiumando quando necessario. Verso fine cottura passa al setaccio ¾ delle verdure, fagioli compresi e reintroduci il tutto nella pentola. Prendi i peladèi (marroni che avrai pelato e cotto in acqua salata con foglie di salvia) passane metà al setaccio per farne una purea e aggiungila alla minestra di verdure e aggiungi anche i marroni lasciati interi e le croste di formaggio. Continua la cottura per altri 10 minuti, regolando il sapore. Servi in ciotole con un cucchiaio di olio extra vergine d’oliva e una manciata di pepe.