Paparèle coi bisi (ricetta di Giorgio Gioco)

Paparèle coi bisi (ricetta di Giorgio Gioco)

…affinché la pietanza sia degna della fama che merita, le paparèle (dette anche tajadèle) devono essere di quelle fatte in casa, con uova, farina e forza di braccia, come senza mezzi termini ammonisce il proverbio: perché la paparèla sia bòna, bisogna che mena el culo la paròna.

Rocrdiamo ancora che paparèla, pur non essendo un’invenzione veronese, ha sempre goduto molto credito nella nostra città, come testimonia il detto popolare San Zèn ride, paparèle calde. In tempi economicamente meno felici del nostro, mangiare paparèle era un piccolo lusso del quale vantarsi. Così si poteva incontrare per la centralissima via Nova, oggi via Mazzini, chi passeggiando esibiva un avanzo di paparèla “casulamente” caduto sulla scarpa…

Ingredienti:

  • 300g di farina
  • 2 uova
  • 300g di piselli freschi
  • 50g di pancetta
  • 50g di burro
  • 1 cipolla piccola
  • ½ cucchiaio di prezzemolo tritato
  • sale e pepe q.b.
  • parmigiano a piacere

Procedimento:

A un soffritto di burro, pancetta e cipolla unite i piselli sgusciati (si raccomanda la freschezza e il giusto punto di maturazione) lasciandoli cuocere moderato e allungando con un po’ di brodo caldo. Condite con sale e pepe a piacere. Aggiungete l’intingolo alle paparèle che avrete fatto cuocere al dente in una pentola col brodo; servite con parmigiano. Una variante consiste nel cuocere le paparèle a parte, condirle col sugo di piselli e servire asciutte con una buona dose di parmigiano.

Ricette originali di Colognola ai Colli: